l'Uomo di Ceprano - "Argil" il nonno d'Europa
Il cranio dell'Uomo di Ceprano |
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| vista frontale |
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| vista laterale destra |
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| vista posteriore |
La sua scoperta, inseguita per una vita, si deve ad un archeologo preistorico,
specialista internazionalmente riconosciuto di Paleolitico inferiore, attualmente
direttore del Museo Preistorico di Pofi, Italo Biddittu.
Una domenica mattina del
marzo 1994, Biddittu perlustrava il tracciato di una strada ancora in costruzione
poco fuori Ceprano, dove aveva in precedenza messo in luce documenti di frequentazioni
preistoriche antichissime, frutto di oltre 30 anni di ricognizioni sul territorio.
Mentre camminava osservando i lavori di scavo che avevano irrimediabilmente inciso
le stratificazioni geologiche di una zona che lui conosceva molto bene, la sua
attenzione fu attratta da un frammento di osso piatto appoggiato sul terreno, messo
in evidenza dalle recenti piogge.
Meccanicamente raccolse il frammento, lo osservò,
lo mise in una piccola busta e continuo a camminare. Fu lì che si arrestò di scatto
e capendo che poteva esserci qualcosa di più importante, qualcosa che aveva cercato
per una vita, tornò indietro. Guardando bene nel terreno smosso dalle ruspe, apparve
allora la massiccia arcata orbitaria di un cranio umano fossile. Poi altri frammenti,
e altri ancora, a decine, tutti appartenenti allo stesso cranio. Aveva finalmente
trovato ciò a cui tutte le sue scoperte "alludevano" da decenni: non si era mai visto
un essere umano così arcaico dalle nostre parti, come peraltro in tutto il nostro
continente.
Inizio così con questa scoperta solo in parte casuale, un lavoro paziente
di setacciatura del terreno e di analisi stratigrafica coordinate da una èquipe
dell'Is.I.P.U. dal geologo Aldo Segre e dalla paleontologa Eugenia Segre Naldini.
La scoperta fu notificata alla competente Soprintendenza Archeologica del Lazio che
autorizzerà in seguito ad effettuare scavi e ricerche in tutta l'area.Prima che il
fossile umano potesse essere studiato in modo approfondito, è stato necessario
ricostruirlo a partire dalla cinquantina di frammenti che erano stati pazientemente
rinvenuti, un lavoro che a richiesto anni. Nonostante manchi della faccia (in particolare
l'assenza dei denti rappresenta una lacuna ai fini dell'interpretazione dei reperti)
"Argil", l'Uomo di Ceprano, parla da solo.
Ma perché e importante quel mezzo cranio fossile senza volto?
Intanto perché se ne trovano pochi di reperti come "Argil",
ma non solo per questo. La sua morfologia è sorprendente, mostrando caratteristiche
mai viste tali da far pensare a una sorta di "anello mancante", tassello fondamentale
alla radice della divergenza fra la linea evolutiva che nel corso dell'ultimo mezzo
milione di anni condurrà, in Europa, all'affermazione dell'uomo di Neandertal e una
seconda linea, più probabilmente africana, che ha portato alla comparsa e successiva
diffusione della nostra specie.
L'Uomo di Ceprano, "Argil", è ancora più importante
perché rappresenta, in qualche modo il "nonno" di tutti noi. Metaforicamente lo è di
tutti gli europei, essendo il più antico rappresentante adulto e sufficientemente
completo dei primi uomini che popolarono il nostro continente.
In effetti, ancora non
si sa quando (circa 2 milioni di anni fa) da un cespuglio di ominidi, ancora non
propriamente umani, dall'Africa arrivarono in Europa, né è nota con precisione la
traiettoria di questa diffusione verso occidente, verso nord.
E' assai probabile
che venissero proprio dalla regione a sud del Caucaso, avendone percorso le pianure
fluviali, costeggiato il Mar Nero e attraversato il Bosforo. Molti pensano che ciò
possa essere accaduto parecchio prima di 1 milione di anni fa, ma al momento i fossili
umani più antichi rinvenuti in Europa, rispettivamente in Spagna - Atapercua e in
Italia - Ceprano non superano gli 800-900 mila anni dal presente.
Lo studio e le analisi sul cranio di Ceprano sono tuttora in corso e iniziano a darci
le prime risposte concrete sull'esatto significato da attribuire a questa straordinaria
scoperta.
(Dalla postfazione di G. Manzi al libro "I primi pensatori" di J. L. Arsuaga,
Feltrinelli editori)
Per maggiori informazioni:
Argil - L'uomo di Ceprano

A cura di G. Manzi, L.Morsella & B.Saracino
Ulteriori informazioni: www.argil.it
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